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Una storia che comincia da lontano, quella della famiglia Borri, una storia che ha inizio nel 1864, quando Giovanni Borri, cordaio di Casa Reale, si trasferisce a Bra da Rivoli e nella bottega di via Monte Grappa continua la sua attività, oggi diremmo il suo "core business".
L'attività dopo vent'anni, nel 1884, non solo continua, ma è progredita e Giovanni Borri si trasferisce in un contesto migliore, sempre a Bra ma in piazza Roma.
Nel frattempo sono arrivati quattordici figli, la continuità generazionale dell'attività è assicurata e in una realtà contadina come quella della "provincia granda" non è soltanto un'abitudine, ma un vero stile di vita legato alla realtà agricola ed alla tradizione della campagna.
I Borri d'altronde, pur artigiani e commercianti, hanno tutta una clientela di agricoltori e allevatori di bestiame, e seguono i ritmi e le abitudini della terra.
Il legame con la terra è forte nel Piemonte, ancor più nel cuneese e nelle sue campagne, dove ieri ma ancor oggi padri e figli lavorano fianco a fianco, in aziende piccole un tempo, che sono cresciute e rappresentano la spina dorsale produttiva di un'economia non più marginale.
La storia dei Borri continua e si interseca con la grande storia, quella conosciuta, quella dei libri di scuola: la Grande Guerra, ma soprattutto l'epidemia di spagnola che fra il 1918 e il 1919 uccise circa 50 milioni di persone nel mondo, e colpì duramente la famiglia: solo due maschi sopravvissero, Vincenzo e Bernardino, che da artigiani cordai si trasformarono in commercianti e ampliarono nei mercati gli orizzonti dell'attività.
La tradizione familiare non si arresta, nel 1928 nasce Giovanni Borri, rinnova nel nome il capostipite, ed è figlio di Bernardino. Nel '38 a dieci anni è già in piazza nei mercati con il padre; soltanto nel 1993, oltre cinquant'anni dopo, interromperà questo contatto diretto con la gente.
Il servizio militare interrompe il lavoro continuo. Nel cuneese è quasi d'obbligo diventare "penne nere", arruolarsi negli alpini, ma Giovanni Borri non ama le lunghe marce"...non volevo mettermi gli scarponi..." dunque granatiere a Roma, un punto di vista forse meno affascinante di quello dalle alte cime, ma più imprenditoriale e che gli permette di dare un'occhiata al mondo.
Al ritorno di nuovo i mercati, non più solo cordami, ma teloni, scope , rastrelli, attrezzatura... le corde dei Borri sono arrivate fuori regione,"fino in in Emilia" - dice Giovanni e continua - mio padre diceva di servire i grandi per arrivare bene ai piccoli" l'azienda artigianale ormai è presente nei mercati di Bra, di Alba, di Fossano, di Cuneo, di tutta la Granda...

In questa bella storia un posto di rilievo va alla signora Lidia, oggi la troviamo in uno dei più bei negozi di arredo a Bra, ma ieri era al fianco del marito Giovanni a sviluppare le attività della famiglia.
Sono nati Dino, Silvio e Davide. Dino è stato il primo tra i figli ad occuparsi dell'azienda di teloni, ma è mancato molto giovane, lasciando un vuoto profondo in tutta la famiglia. Silvio e Davide hanno proseguito l'attività e rappresentano oggi la storia imprenditoriale della famiglia Borri, anche se papà e mamma sono ancora presenti in azienda, con la loro comunicativa e la simpatia che solo una vita nei mercati può dare.
Con caratteristiche diverse "Silvio, commerciante e contabile affidabile, Davide un vero artigiano..." dice il padre Giovanni, che comunque pensionato di nome ma non di fatto ha tutte le intenzioni di occuparsi a lungo delle ormai molteplici attività della dinastia.
Una dinastia si, perché sono già pronti altri sei piccoli Borri, tre figli di Davide e tre di Silvio... la continuità per qualche generazione è ragionevolmente assicurata.